Quando si manifestano situazioni di stress, queste possono incidere su tutto l’organismo, anche sull’appetito. In alcuni individui dunque compare l’inappetenza, con conseguente calo di peso nel tempo, mentre in altri, grazie ad un aumento della sensazione di fame vi è un logico aumento di peso.

In entrambi i casi, la richiesta alimentare non è proporzionata al bisogno reale del corpo e, in più, a tutto ciò devono aggiungersi anche le repentine variazioni dell’umore.

Cosa desta la maggiore preoccupazione?
Quando il connubio stress-cibo da situazione occasionale si trasforma in abitudine, con atteggiamenti alimentari errati, la cosa diventa preoccupante.

Mangiare poco o troppo, di tanto in tanto, non determina alcun problema: pensiamo a quante volte abbiamo abusato di cioccolata – ad esempio – o di junk food dopo una forte arrabbiatura. 

Quando digiunare o abbuffarsi diventa la tendenza costante che si manifesta ogni qual volta le cose non vanno come vorremmo, la fame diventa emotiva sfociando in una Dipendenza.

Dal momento che nessuno sfugge alle emozioni, il legame con il cibo diventa rischioso perché può provocare malnutrizione, anoressia o obesità.
L’equilibrio sazietà-fame è particolarmente delicato e può essere squilibrato facilmente da diversi fattori: psicologici, biologici ed ambientali.

La fame nervosa si ha quando l’organismo cerca il cibo anche fuori pasto o di notte, indipendentemente dalla sazietà ed il corpo non ha reale necessità di nutrirsi, ma è spinto a farlo dalle emozioni.

In questo caso, mangiare non serve a soddisfare i fabbisogni nutrizionali della persona, ma solo a tenere sotto controllo ansia e disagi psicologici indotti dallo stress.

Il cibo diventa consolatorio perché riesce a calmare, dare allegria e piacere, stimolare: sensazioni gradevoli, ma momentanee ed è per questo che si sente la necessità di replicarle per avere nuove soddisfazioni.
Ovviamente le scelte alimentari si orientano verso i dolci, o gli snack (gratificanti per il palato e veloci da consumare).

Chi soffre di fame nervosa si concede molti spuntini durante la giornata e questo tipo di comportamento nel tempo può portare anche ad un considerevole aumento di peso.

Si perde il controllo perché si attivano specifici meccanismi:

1. Cerebrali. Le emozioni prendono il sopravvento su tutto e trovano nel cibo un grande potere consolatorio.
Consumando un determinato alimento la persona vive un’esperienza positiva, appresa e memorizzata e, di conseguenza, vedere nuovamente quel cibo, suscita un desiderio irrefrenabile di mangiarlo, per poter di nuovo godere della soddisfazione provata in precedenza.

2. Intestinali. Incredibile a dirsi, ma è stato assodato da molte ricerche che nella pancia vi sono neuroni che trasmettono impulsi, frutto della bioattività delle molecole che mangiamo e che si comportano come fossero ormoni.
L’unico modo per far sì che tutto funzioni sempre al meglio è facendo un’alimentazione equilibrata con una buona attività fisica.

E per approfondimenti, c’è il libro È Tossico: Viaggio nelle Dipendenze e nei Comportamenti Devianti

Beatrice